Blog sulla lingua giapponese ed il Giappone e peggio ancora
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Il piacere di sbagliare treno in Giappone
Disavventure ferroviarie andando a Kyoto
Prima parte
Pubblicato il 12/10/2005
Oggi si va da Osaka a Kyoto! Per arrivarci bisogna prendere il treno.
Premessa sulla rete dei trasporti di Osaka (istruttivo e quindi un po' noioso)
La struttura dei trasporti di Osaka è eccellente. Una fitta rete metropolitana attraversa la città permettendo in poco tempo di raggiungere tutte le principali destinazioni. Fulcro del sistema di trasporti sono le stazioni dei treni, di frequente in prossimità o sopra una o più stazioni della metropolitana. I treni viaggiano sia verso destinazioni esterne alla città che interne, con linee che percorrono la città di stazione in stazione disegnando un grande anello di 2000 chilometri quadrati di area urbana. Il costo delle abitazioni non di frequente è legato anche alla distanza a piedi dalla fermata del treno o della metropolitana.
Le stazioni della metropolitana si dividono in due categorie: normali e enormi. Le stazioni dei treni possiamo classificarle in gigantesche e titaniche. Molte sono solo gigantesche. Quelle titaniche presentano un paio di centri commerciali, un centinaio di ristoranti, ogni genere di negozi e percorsi pedonali, vere e proprie strade con tanto di indicazioni stradali. È facile perdersi nelle stazioni dei treni.
Inoltre ci sono stazioni ferroviarie di più compagnie. Oltre alla compagnia ferroviaria statale, JR, con le sue stazioni ed i suoi ponti, sono presenti anche compagnie private, con le loro stazioni, centri commerciali e servizi. Oltre alla JR, anche le compagnie Keihan e Hankyu collegano Osaka a Kyoto. La Hanshin e la Hankyu portano a Kobe, con la Kintetsu si può andare a Nara e Nagoya, infine la Nankai porta a Wakayama. Se a tutto questo aggiungiamo, oltre alla già citata metropolitana, anche i servizi di corriere e di autobus e in alcune zone della città di Osaka, anche le linee del tram o della monorotaia, possiamo immaginare come sia fitta la rete dei trasporti in questa regione. Per percorrere i circa 45 km che separano il centro di Osaka da quello di Kyoto, è facile che il viaggio si frammenti su numerosi mezzi di trasporto, ma grossomodo in 45 minuti il viaggio si conclude.
Ovviamente anche Kyoto, con i suoi 1.466.163 (esatti!) abitanti solo nella cerchia urbana, dispone di una sua metropolitana e di una sua rete di autobus. in realtà per descrivere tutto questo insieme di strutture la parola "città" sta un po" stretta.
Osaka, Kobe e Kyoto, che insieme contano circa 17 milioni e mezzo di abitanti, grossomodo la metà degli abitanti del Canada, costituiscono una vera e propria megalopoli. Una megalopoli del genere e una costellazione di centri urbani caratterizzati da stretti rapporti funzionali e in fase di avvicinamento reciproco, disposti a catena lungo grandi assi di circolazione. Per la cronaca, l´insieme delle città di Tokyo, Yokohama e Kawasaki supera gli oltre 30 milioni di abitanti.
Ovviamente bisogna considerare che ciascuna di queste grandi città è costituita da molti piccoli (ma anche enormi) centri abitati, sebbene non sia del tutto possibile tracciare un confine preciso tra di esse. Comunque l´impressione che si ha viaggiando è effettivamente di trovarsi sempre dentro una città: guardando fuori dal finestrino appaiono case, case, case, negozi, palazzi, e ancora case.
Il piacere di prendere il treno (poco istruttivo)
Missione: raggiungere Kyoto e tornare indietro prima che chiudano la metropolitana. Possiamo scomporre questa missione in più sotto obiettivi: 1) raggiungere Osaka nord. Prendere il treno giusto nella più grande stazione della città. Incontrasi con gli amici ad una stazione intermedia. 2) Muoversi a Kyoto e soprattutto 3) Tornare indietro con una diversa linea e poi, per incrementare la difficoltà, cambiare stazione e tornare ad Osaka nord. Da lì, azzeccare la stazione giusta del metro per andare a Osaka sud.
Non sarà difficile, tanto con il metro mi so muovere bene, pensavo. Ma non avevo fatto i conti con la stazione di Osaka nord. Partito con molta baldanza, un mattino di un giorno lavorativo, comincio a notare il fiume umano che di fermata in fermata formicola nei tunnel del metro. Gran parte degli abitanti della città sono in questo momento sottoterra. Mi aggrego e concorro anche io con la mia faccia esotica a comporre questo mosaico di giacche, tute, divise scolastiche e jeans. Tutti vanno al lavoro o a scuola o a fare la spesa. I colleghi e gli amici si vedranno di lì a breve e poi percorreranno insieme alcuni tratti di strada durante la loro giornata, ma al momento nessuno sembra conoscersi, nessuno parla. Le stazioni sono rumorose, a causa dei treni, degli annunci e della musica che esce dai negozi, ma non si sentono voci di passeggeri. Lo noto quando il mio fiume di persone percorre con me un corridoio e una scalinata priva di negozi. Centinaia di passi risuonano, un piccolo esercito in marcia. Ma ecco che la folla tanto spesso disprezzata, si dimostra più furba di me: siamo arrivati a Osaka nord, tutti sanno dove andare mentre io mi devo fermare. La megagalattica stazione ha deciso di beffarsi del mio super umano talento di orientamento.
Per capire il treno giusto da prendere sono armato solo di una serie di ideogrammi scarabocchiati su di un miserabile fazzoletto di carta di difficile lettura, come se non fosse già abbastanza complesso capire gli ideogrammi. Per cui mi fermo con aria inebetita di fronte ai cartelloni elettronici con i treni ed i binari. Nessuno bada a me ma io mi sento al centro dell´attenzione, l´unico fermo perplesso davanti agli ingressi dei binari. Cerco di assumere l´aria di chi non si è perso, ma ha capito all´improvviso il vero senso della vita, per cui non gli preme di prendere il treno come tutti.
"Sto facendo una ricerca sulle insegne dei treni", vorrei far capire con il mio sicuro sguardo. "No, non mi sono perso, volevo ammirare il corridoio". Nulla da fare, la sensazione di essere stupido, non scompare. Provo una tattica diversa. So pur sempre chiedere qualcosa in giapponese, ma mi mancano alcuni vocaboli. So dire "È questo il treno per Kyoto?", ma come minimo è una frase beffarda da porgere a qualcuno nell´ATRIO della stazione, dove non ci sono treni ma solo una folla oceanica.
Purtroppo non so chiedere "QUALE" sia il treno per Kyoto. Dannate scuole italiane, tanto Manzoni e mai un briciolo di lingue orientali. Cosa dico agli amici se perdo il treno? "Scusate ho sbagliato binario, ma l´Innominato poi si pentirà del suo malvagio gesto nei confronti di Lucia"? Suona troppo come una blanda scusa. Devo raggiungere un binario, possibilmente giusto e fare la prima domanda. Cerco aiuto nel fazzoletto di carta con le indicazioni, studio la forma degli ideogrammi: un trattino su, un serpentello, tre barre, un ricciolo a sinistra... sì gli ideogrammi corrispondono al binario 7. Ma attenzione, per fermarmi dagli amici, non devo prendere un espresso, che non fermerebbe dove desidero. Altro controllo: un quadratino, due foglioline, un alberello, quattro gocce. Ci siamo, è un rapido! Raggiungo il mio binario, porgo la fatidica domanda ad un passeggero in attesa: "Mi scusi questo treno se ne va a Kyoto?" "Si" mi risponde lui, e corregge la mia barbara forma inelegante con una formale risposta: "Si, questa ne è la sua cortese destinazione". "Molte sincere grazie". È fatta! Yatta! E ora, raggiunta Kyoto non resta che scorrazzarci un po".
Per sapere quali disavventure mi attendono e per esplorare insieme Kyoto, vai alla seconda parte
Postato Mercoledi 20 Settembre 2006 - 16:44
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