Blog sulla lingua giapponese ed il Giappone e peggio ancora
Blog
Cronaca del mio viaggio a Taiwan

Una breve intensa ed afosa visita nel ventre di Taipei
Pubblicato il 31/08/2006. Modificato il 1/09/2006
![]() |
| Parco a Taipei. |
Dato che vivo in Giappone, mi adeguo ai costumi giapponesi, per cui per la mia vacanza estiva sono andato a Taiwan, meta classica di numerosi turisti giapponesi.
Ho visitato la capitale Taipei, divertendomi a vagare negli affollati mercati e questa è la cronaca di quel viaggio.
Taiwan non è molto distante dal Giappone, il volo è durato circa due ore, ma il trasporto per e dall'aeroporto mi ha fatto arrivare all'albergo in centro a Taipei solo alle 14 nonostante fossi partiti da casa alle 7.
A Taipei mi aspettava un pulmino della agenzia di viaggi che mi avrebbe accompagnato in città.
L'aeroporto internazionale dista infatti circa 40 minuti di macchina da Taipei. A Taipei convive il vecchio ed il nuovo assieme, in un chiassoso caos archittettonico. L'aeroporto ad esempio, è un vasto edificio con una architettura e rifiniture decisamente anni '60, ma al contempo ricco di impianti modernissimi e con un secondo edificio in vetro ed acciaio di fronte ad esso. Il mio albergo era un colosso in pieno centro a un metro dalla stazione centrale. Non era molto caro perché ho approfittato di una buona offerta, avevo pernottamento e colazione inclusa, la camera era bella spaziosa e ricca di tutti i confort.
Taipei è enorme, se non sbaglio raccoglie attorno a sè quasi 10 milioni di abitanti, dei 22 di Taiwan. La municipalità vera e propria ne conta 2,6 milioni. Il clima di inizio luglio era terribilmente afoso, intorno ai 35-36 gradi con forte umidità. Lo sbalzo termico uscendo dai negozi con aria condiziona, ma anche semplicemente spostandosi dall'ombra al sole, era terribile, si sentiva il calore aumentare ed aumentare ancora ad ogni passo e sembrava non dover mai finire di salire. I venditori di bibite, tè, gelati, succhi e gelatine di frutta facevano grandi affari.

Panorama di Taipei dalla torre più alta del mondo.
Taipei ha un traffico impressionante di ciclomotori, sembra che tutti abbiano uno scooter. Causa di questo è dovuto sia alla ottima mobilità che permette tale veicolo in città (ho visto scooter infilarsi ovunque) e anche il fatto che la metropolitana ha poche linee. Quella che c'è, è molto moderna e molto bella, ed in via di ampiamento, c’erano numerosi cantieri per le nuove linee. Ho sperimentato che a piedi le distanze cittadine sono davvero impegnative nelle zone non servite dalla metropolitana, la bicicletta è poco utile, dato che comunque non risolve di molto le cose, per cui effettivamente la moto è un mezzo decisivo.
Purtroppo però chi se la passa peggio è il pedone, dato che è molto pericoloso attraversare la strada. Auto e moto spesso ignorano il verde pedonale e pretendono la precedenza, le moto parcheggiate spesso affollano i marciapiedi rendendo difficile camminare, chiudono i passaggi costringendo il flusso pedonale in stretti corridoi. Le auto bloccano i fianchi delle carreggiate e i venditori con i loro banchetti e teli invadono ogni altro spazio libero. A questo si aggiunge poi che molto del manto stradale dei marciapiedi è sconnesso, con gradini anche molto alti, risultanti da edificazioni successive dei palazzi, senza contare inoltre tombini malridotti e dossi di cemento che nascondono tubature. Ovviamente la città non è tutta così, anzi ci sono vaste aree nuovissime, realizzare molto bene, è proprio questo contrasto che caratterizza la città.
Su quasi tutte le strade si affacciano negozi di ogni tipo, dai mega centri commerciali di 10 piani a negozi normalissimi, a bancarelle di bibite e cibarie varie fino ad angoli luridi, di un metro quadro circa dove vendono qualche frutto o cibo fritto.
Montagne di frutta e un perdigiorno in un mercato di Taipei
I mercati sono l'apoteosi di questo minimalismo commerciale, che però si intenda, non da quasi mai senso di miseria, non si vede, per capirci, nessun bambino sporco che venda stracci da cucina o poveretti con con un telo e quattro verdure. L'impressione anzi è di una città molto ricca e prospera, con ogni bene immaginabile e anche tanto superfluo, casomai è un po’ l'usura e la sporcizia di certi posti che a volte dà un’impressione di indigenza.
I prezzi a Taipei sono in genere piuttosto contenuti per il cibo, anche mangiare fuori è decisamente economico, più che in Giappone. Diversi prodotti di importazione erano invece cari, tipo biscotti giapponesi alquanto comuni o le conserve.
Il primo giorno l’ho dedicato a vedere la zona del centro vicino all'albergo, una zona di mercato e negozi, esplorando il vasto centro sia sopra che sottoterra.
La sera sono andato ad un "mercato notturno". Prima ho mangiato in una specie di mercato coperto pieno zeppo di piccole tavole calde, tutte abbastanza unticce e dall'aria di aver avuto tempi migliori almeno 15 anni fa, sempre che li abbiano avuti davvero.
La tavola calda "Tempi Migliori"
Ho sempre mangiato abbastanza bene e trovato ottime bibite e granite. Oltre a tavole calde, c'erano anche zone con giochi d'abilità, un onnipresente tiro a canestro e tiri a segno vari, tra cui un gioco di pesca in cui con un piccolo amo bisognava pescare dei gamberetti da una vasca prendendoli per la coda. Qui a differenza di altri giochi, poi non si vinceva nessun pupazzo, i gamberetti catturati venivano impanati e fritti e i giocatori se li mangiavano.

Ogni gamberetto pescato viene subito impanato e fritto
Il mercato vero e proprio era una serie di strade, costellate di negozi e bancarelle che vendevano qualsiasi cosa, dalle frittelle ai vestiti fino ai cani e gatti. La folla era molta e si avanzava a fatica; le bancarelle con estrema intraprendenza si spostavano in comitiva più volte nel corso della serata per posizionarsi nelle zone di maggior affollamento, contribuendo ad accrescere il caos nelle strette strade.
Un luogo molto interessante e ricco di colori, odori e sapori.
![]() |
| Il simbolo di ricchezza di Taiwan,Taipei101, il grattacielo più alto al mondo. |
Il giorno dopo l’ho dedicato alla Taipei moderna, salendo sul grattacielo più alto del mondo (almeno per il momento, in attesa che a Shanghai completino i palazzi in corso d’opera), la torre chiamata Taipei101, un mostro di circa 500 metri di altezza, situato in una zona spaziosa e ben curata, con numerosi edifici nuovissimi.
La torre è spettacolare sia dentro, per le grandi zone aperte e luminose, che fuori, dove svetta su tutta la citta. Ai piani inferiori c’è un grande centro commerciale, mentre in cima c'è un osservatorio panoramico, da cui si ha una vista notevole e spettacolare, come in un volo aereo. Purtroppo quando ero su, c'era un po’ di foschia ma nel complesso mi sono goduto una una vista eccellente.
In cima alla torre si può ammirare anche un enorme bilancere, che serve a evitare eccessive oscillazioni del palazzo, riducendole fino al 40% durante terremorti e tifoni.
La sagoma della torre richiama la forma tradizionale cinese dei lingotti d'oro e 4 cerchi sulle facciate simboleggiano monete; la torre è un simbolo della ricchezza dell'isola.
Nei bassifondi del palazzo ci sono 5 piani sotterranei, di cui due o forse tre sono parcheggi, e uno è dedicato ai ristorantini. A Taiwan di solito nel piano più basso dei centri commerciali c'è un luogo che funge da posto di ristoro e piazza, una moltitudine di fast food e ristorantini che fanno ciascuno uno o due tipi di piatti, e chioschi di bibite e gelati, con al centro sedie e tavoli comuni. Ciascuno compera quello che desidera mangiare e poi si accomoda dove vuole, non importa se il tavolo è di fronte a MacDonald e si sta mangiando un piatto coreano. La calca è spesso notevole, sono luoghi sempre frequentati. Anche in Giappone ho visto posti simili.

La torre fa sembrare giocattoli i pur enormi palazzoni del centro di Taipei
L'ingresso all'area monumentale di Taipei
Il pomeriggio sono andato a vedere la zona monumentale dedicata al presidente Chiang Kai-Shek che è figura di primo piano delle vicende belliche cinesi della seconda guerra mondiale, ex presidente ed eroe nazionale. La zona consiste in una grandissima piazza rettangolare, utilizzata per manifestazioni cittadine, con un grande cancello bianco su uno dei due lati corti e un mausoleo molto elevato sull'altro lato, mentre sui lati lunghi si possono ammirare giardini e due edifici, il teatro e un altro edificio gemello di fronte.
Il mausoleo è completamente vuoto a parte una gigantesca statua del presidente seduto, simile a quella di Lincoln a Washington, un po’ fredda e scostante nella sua immensità.
Il mausoleo del presidente Chiang Kai-Shek
Dopo aver atteso l'ammaina bandiera per riprendere la cerimonia, cogliendo l'imbarazzo di un soldato imbranato che non e' stato in grado per diversi minuti di slegare la bandiera di Taiwan dall'asta, ormai stanco ed accaldato sono andato a cercare un locale dove mangiare un grande gelato per riprendermi dal terrore di aver visto un presidente di bronzo di 9 metri.
A Taipei la frutta era enorme, saporita e non costava molto, e anche i prodotti come succhi e gelati erano sempre appetibili. Dopo una breve fila presso una rinomata gelateria, mi sono rinfrancato della afosa giornata con piattone di frutta, ghiaccio tritato e gelato. Dopo aver gustato anche altre pietanze nella zona, sono capitato poi in una grande libreria, che cosa curiosa aveva un bar all'ultimo piano in mezzo agli scaffali.
| L'edificio del teatro di Taipei |
A Taiwan come in Giappone la gente legge a scrocco riviste e libri. In Giappone le persone leggono in piedi e la cosa si chiama appunto “tachiyomi”, cioè "lettura in piedi". A Taiwan, sono molto più avanti: addirittura si siedono a leggere in libreria, ovunque capiti. Infine a sera tarda sono andato verso la zona dell'elettronica per cercare una memoria nuova per la macchina fotografica. La zona era più piccola di come me l'aspettassi, nulla a che vedere con i grandi quartieri dell'elettronica di Tokyo od Osaka, ma c’era davvero una gran scelta e buoni prezzi. Ho presto trovato ciò che cercavo e ho passato un po’ il tempo a rovistare tra i DVD di film cinesi giapponesi ed americani.
L'ingresso del tempio di Lungshan
| All'interno del tempio lo spazio è poco e le persone affollano le aree circostanti durante al cerimonia. |
Il terzo giorno sono andato in visita ad un tempio molto antico, il tempio di Lungshan, costruito nel 1738, che è probabilmente il più antico di Taiwan. Presentava una architettura cinese meridionale molto barocca a suo modo, con i tetti riccamente decorati di figure di draghi, eroi, viaggiatori, animali e piante, le colonne intagliate e due enormi bracieri. Tutti questi infiniti dettagli rendevano il posto molto suggestivo. Io sono capitato proprio durante una funzione, la folla era notevole, tutti portavano lunghi bastoncini di incenso verso i bracieri, donne con lunghi grembiuli neri e con davanti a se’ dei banchetti e seggiolini circondavano l'edifico centrale, troppo piccolo per ospitare tutti al suo interno. Un via vai di persone portava offerte di cibo al tempio, numerosi tavoli accoglievano piatti di frutta, biscotti, dolciumi. A chi andavano tutte queste cose? I monaci dovevano essere estremamente grassi, e invece erano tutti smilzi. Parte di questo cibo veniva mangiato a cerimonia conclusa dai fedeli stessi, ho visto un gruppo di signore anziane, riposti i grembiuli in una stanza di servizio attigua al tempio, trattenersi mangiucchiando e chiaccherando.
| Un "negozio" di pesce davanti ad uno di bigiotteria |
Il tempio era molto suggestivo e contribuivano molto a dare un clima esotico i canti, i fumi dell'incenso e gli abiti dei fedeli. In quella calda mattinata mi sono poi rifugiato in un mercato coperto, o meglio un vicolo stretto e lungo dove si accalcavano venditori di carne con tanto di teste ed arti di maiali in bella posa, verdurai, pescivendoli e perfino dei negozi di vestiti e gioielli, dall'aria di boutique, uno di questi però aveva un venditore di pesce ai piedi della vetrina.
I mercati di Taipei mi hanno ricordato quelli di Palermo, erano estremamente simili.
Dalle viscere della città vecchia sono passati ad una zona abbastanza moderna e di frequentazione giovanile, ricca di viali pedonali nuovi ed alberati dove si affacciavano negozi di vestiti alla moda, di cd e dvd, bar, caffè e locali da ballo, nonchè schermi pubblicitari giganti.
Erano circa le 11 del mattino, alcuni negozi stavano appena aprendo, ma l'aspetto della zona pareva molto vivace ed è probabile che la sera fosse davvero molto affollato. È stato il posto della città che maggiormente assomigliava al Giappone.
Indeciso su cosa fare per pranzo, mi sono diretto verso un terzo quartiere dove pensavo di andare in un locale molto noto e segnalato sulla mia guida. Purtroppo era noto a troppe persone, c'era calca e molto da aspettare prima di avere un tavolo. Stessa cosa al posto successivo, finchè dopo un confortante pasticcino mangiato in una panetteria, ho trovato un ristorante cinese enorme, con dozzine di tavoli, ed aperto 24 su 24. L'arredamento era un misto tra il sontuoso e il cupo, come se anzicche' mangiare vi si dovesse girare la versione cinese di Shining, ma tutto sommato non era brutto. Ho mangiato benissimo fotografando ogni singola portata, un ottimo pranzo con budino alle mandorle come dessert. La farina di mandorle si usa in Cina per dolci e bevande, in particolare ci fanno budini e lo sciogono in acqua per farne bibite fresche.
Sono tornato all'abergo nel tardo pomeriggio dopo essere passato ad esplorare tutti i negozi possibili del centro. Mi sono quindi preparato per l'ultima fatica, il successivo mercato notturno.
L'ingresso del mercato notturno di Raohe
Si trovava un po’ fuori mano, lontano anche dalla metropolitana, per cui ho dovuto studiare a lungo la mappa per capire il percorso ottimale. Mi sono trovato in un quartiere un po’ decadente, con negozi che a volte consistevano in una stanza semi vuota con un banco frigo logoro di almeno 30 anni, sedie spaiate in formica, un vecchio divano e un ventilatore, qualcosa di simile al computer point che si vede qui sotto.
Il nerdissimo computer point a Taiwan, "Tirato a lucido".
Ma raggiunto il mercato, mi si è spalancato davanti nuovamente l'enorme opulenza di merci e cose di ogni tipo, si andava dalle salsicce alle bibite, alle pannocchie, ai tiri a segno, alle sveglie, ai gelati, ai dolciumi, alle mutande, il tutto condito da mille odori di cose che friggevano bollivano e dalla folla onnipresente. Ho colto anche qui l'occasione per fare numerose foto che ben evidenziano i colori della serata.
Queste sono tante sveglie
Queste sono tante salsicce.
Queste sono tante cose sconosciute.
Ho assaggiato le salsicce deliziose, delle granite al mango e al kiwi e delle enormi limonate, anche perchè il caldo non dava tregua sebbene fosse sera. Tra le bibite segnalo, oltre che all'onnipresente bibita al mango, anche i frullati di frutta di vari gusti con aggiunta di semi di tapioca, che assorbendo i liquidi, diventano enormi, circa un centimetro e mezzo di diametro, mollicci e dolci. Vengono messi nelle bibite, che sono fornite con una cannuccia di due cm di diametro, e sono gradevoli da aspirare e mangiare sebbene la prima volta lascino un po’ sorpresi per la consistenza gelatinosa ma compatta al tempo stesso. Queste giornate di caldo a Taiwan mi hanno convinto che una macchina per fare granite sia la cosa che maggiormente mi serve in questa vita e tornato in Giappone sono andato subito a vedere i prezzi di frullatori macinaghiaccio.
Succo di frutta con grossi semi di tapioca sul fondo e la cannuccia adatta ad aspirarli.
L'ultimo giorno non avevo molto tempo, per cui ne ho approfittato per fare alcune foto in un parco vicino al municipio, che ospitava alcune costruzioni famose molto tipiche. Poi sono dovuto rifugiarmi sotto terra al fresco perchè stavo finendo l'acqua. Nei parchi ci sono spesso persone che fanno ginnastica, tai chi, anche se alle 10 quando sono andato io, c'erano solo gli amanti del sudore copioso e della canottiera bagnata. Di solito chi pratica questa ginnastica lo si trova alle 5 del mattino, quando fa più fresco.
Sono stato anche davanto al municipio, un palazzo costruito dai Giapponesi all'inizio del ventesimo secolo quando Taiwan era parte dell'impero giapponese.
Il palazzo del Municipio di Taipei, costruito dai Giapponesi all'inizio del ventesimo secolo.
| Per massimizzare i proventi, la tavola calda si trasforma ogni mattina ed ogni sera per adeguarsi alle esigenze della clientela. |
Prima di salire sul mezzo per l'aeroporto, mi sono fermato a mangiare in una friggitoria per provare i ravioli cinesi fritti alla piastra. Mentre aspettavo fregandomi le mani, ho visto che i tre che gestivano il localino, stavano cominciano a smantellare la cucina invece di mettersi a friggere, ed ho cominciato a temere di non fare per tempo. Questi tre dopo aver staccato tutti i tubi e le prese, si sono messi a trascinare il bancone della cucina nel retro e hanno appeso un nuovo menù sopra quello esposto in precedenza, hanno spinto fuori dal retro un secondo bancone, lo hanno agganciato al gas e si sono messi a friggere.
Il cambio avveniva perchè durante il giorno non servivano le stesse cose che proponevano la sera, per cui sostituivano tutto, menù compreso, e quando sono arrivato io avevano appena aperto e il posto era ancora in modalità notturna.
Dopo circa due ore ero di nuovo in aeroporto, e questa volta ho potuto vedere con calma le differenze con quelli visti in Europa e Giappone. Era parecchio esteso, ma lontano dall'ergonomia moderna, innanzi tutto aveva spazi decisamente insufficienti per code di persone e bagagli, mancava delle scale mobili e di grandi pannelli informativi sui voli.
Anche se ho visto solo un'area della struttura, in quanto all'esterno c'era un ala nuova e moderna, la parte dove ero io era invecchiata rapidamente, anche se si vedeva che si trattava di una bella struttura nel complesso, soprattutto doveva esserlo all'epoca della sua realizzazione.
| Vuoi un volantino anche tu dal ragazzo-coniglio? |
Durante il volo di ritorno, l'aereo era pieno di taiwanesi, soprattutto studenti. Cosa vanno a fare tutti a Osaka, mi sono chiesto? Fanatici delle polpette di polipo, specialità di Osaka? Probabilmente per molti la meta era Kyoto. Inoltre il volo per Osaka è una tratta un po’ più economia da Taipei di quella per Tokyo per visitare il Giappone.
Io ero l'unico occidentale sul volo, mentre in aeroporto ho visto solo due ragazze giramondo dalla pelle arrossata armate di zaino da battaglia che potevano essere nord europee. Tanto meglio, in aereo mi sono preso l'unico quotidiano in inglese, senza dover spartire con nessuno le sue preziose pagine di ghiotte notizie del giorno prima.
Il ritorno è stato tranquillo e la sera alle 21 ero a casa. Stanco, ma felice di essere arrivati in un posto fresco fresco, con i suoi soli 30 gradi.
Postato Sabato 23 Settembre 2006 - 07:38
thatz nice
premetto k non ho letto interamente il viaggio, ma è vero k a Taiwan si mangiano i bambini e i feti morti?
Per carita', no, ma quando mai...
http://attivissimo.blogspot.com/2008/04/i-thailandesi-mangiano-i-bambini-no-i.html
0 amministratori
0 utenti
3 ospiti



