Blog sulla lingua giapponese ed il Giappone e peggio ancora
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Sposarsi in Giappone
Documenti e passi da fare per convolare a nipponiche nozze

Pubblicato il 20/12/2006. Modificato il 18/11/2008
Vuoi sposarti con un/una giapponese? Auguri!
E' il caso quindi di sapere che documenti servono.
NOTA! Su questo argomento e' stato scritto un diverso articolo, sempre su questo sito, che non bisogna mancare di leggere se ci si vuole sposare.
Cerchiamo di vedere qual'e' l'iter per un cittadino italiano residente in Italia, non precedentemente coniugato che intenda sposarsi in Giappone.
Poiche' la documentazione necessaria puo' cambiare in base a se ti sposi in Giappone o in Italia e in base a dove sei residente e dove risiede il futuro sposo/a, raccomando caldamente di considerare questo mio articolo come puramente indicativo, relativo ad un caso specifico, ovvero il caso di due persone non precedentemente coniugate e senza figli, ciascuno cittadino del proprio stato e ivi residenti, che vogliono sposarsi in Giappone.
Dato che il tutto e' alquanto articolato, credo di poter essere piu' chiaro esponendo l'Iter al contrario.
Supponiamo che tu, innamorato lettore, ti vuoi sposare in Giappone. Bella scelta.
In Giappone ci si sposa in municipio, senza tanti fronzoli, presentando domanda.
In Giappone il matrimonio e' solo civile, eventuali riti e cerimonie si svolgono in luoghi e momenti differenti, un rito religioso in Giappone non ha valore ai fini civili perche' non esiste il concordato tra stato e chiesa. Presso il comune giapponese dove intendi sposarti bisogna compilare un modulo che costituisce l'atto di matrimonio.
Il modulo va compilato dai coniugi, che vi scrivono le proprie generalita', e va corredato anche delle firme dei testimoni, che tuttavia possono essere apposte in separata sede, ovvero non devono essere presenti necessariamente in comune e possono apporre le loro firme in precedenza.
Prima di cio' pero' il comune giapponese ha bisogno di sapere chi sei e se ti puoi sposare.
Per questo gli serve un tuo documeto di identita', da fare in Giappone, l'Alien
registration card di cui ho scritto qui.
Si ottiene presentando domanda e passaporto. Occorrono due-tre settimane per ottenerlo, anche un mese a volte. Consiglio di farlo immediatamente, anche se si e' in Giappone con un visto turistico si puo' fare.
Inoltre i giapponesi vogliono essere sicuri che tu ti possa sposare, che non sei bigamo o che tu abbia altre condizioni di impedimento. Per essere certi di questo, lo vogliono sapere dal nostro governo, cioe' in Giappone vogliono un nulla-osta dal consolato o dall'ambasciata italiana in Giappone. Il nome ufficiale di questo documento e' "certificato di abilita' a contrarre matrimonio". Qui lo chiameremo nulla-osta dell'ambasciata.
In passato l'ambasciata rilasciava il nulla-osta solo quando erano avvenute e concluse le pubblicazioni di matrimonio.
Ora invece è stato soppresso l'obbligo delle pubblicazioni per i matrimoni da celebrare presso le autorità estere. Per ottenere il nulla osta si può autocertifcare la propria posizione di fronte alla legge, ovvero si dichiara sotto la propria responsabilità, di non essere già sposati o di non avere altri impedimenti.
Ringrazio l'anonimo che ha lasciato un commento per segnalarmi la novità.
E’ soppresso l’obbligo delle pubblicazioni per i matrimoni da celebrare presso le autorita’ estere.
Vediamo allora cosa fare dopo le nozze, mentre indago per bene sulla nuova procedura.
1) punto in rettifica
2) in rettifica
3)...
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9)...
10)...
11) ...l'ambasciata ti rilascera' un nulla-osta ("certificato di abilita' a contrarre matrimonio") scritto in giapponese e italiano che andra' consegnato al comune giapponese. Puoi farlo mandare dall'ambasciata anche per posta a casa del futuro coniuge, cosi' quando arrivi in Giappone ce l'hai gia'.
12) Porti il nulla-osta dell'ambascita al comune giapponese, assieme alla tua Alien registration card e ai documenti del coniuge che occorrono (quelli che si deve preoccupare di produrre per proprio conto, documenti anagrafici locali, residenza e cose simili).
13) Ti sposi in Giappone, presso il comune, formalizzando e completando l'atto. Evviva tanti auguri! Quando avrai piacere, potrai fare la cerimonia di nozze di tuo gusto
Fine? Magari. L'Italia ufficialmente non sa che ti sei sposato, sa solo che ti sei procurato i documenti e hai fatto domanda, non sa se dopo aver fatto richiesta e pubblicato la tua decisione, ti sei davvero sposato.
Ora e' necessario comunicare che ti sei effettivamente sposato all'Italia. Per farlo devi dare l'atto di matrimonio giapponese (kon-in todoke jurishomeisho) piu' un paio di altre cose, come ad esempio un modulo da compilare e il certificato integrale dello stato di famiglia (Koseki Tohon - zenbu jikoshomei), all'ambasciata/consolato che comunichera' poi al tuo comune l'avvenuto matrimonio.
Ma i documenti sono ovviamente documenti giapponesi, per cui vanno autenticati, per cui di nuovo occorrono le apostille. Invece questa volta non dovrebbe serve traduzione ufficiale, o precisamente, se la fai, anche da solo, meglio, altrimenti all'ambasciata informalmente la fanno loro, dato che il documento di matrimonio e' sempre scritto con la medesima formula. Il Koseki Tohon, invece lo avevi gia' fatto tradurre, per cui se non hai gia' gettato tutto, ti basta rispolverare la traduzione e verificare che sia corretta per il nuovo documento che hai. Comunque a questo punto sarete tutti e due avezzi al contatto con ambasciata/consolato, per cui meglio chiedere direttamente a loro in che lingua accettano questi documenti.
Quindi procediamo con i punti in sintesi:
14) ottieni dal comune giapponese l'atto di matrimonio e il certificato integrale dello stato di famiglia e quant'altro serve, ci fai mettere le apostille e lo dai all'ambasciata o consolato.
15) L'ambasciata comunica al tuo comune che ti sei sposato.
16) Fine
...a meno che adesso non vogliate vivere insieme (di solito si!).
Eh si perche' come avete appena dovuto ampiamente e doviziosamente dimostrare agli uffici pubblici, site due cittadini di nazioni diverse e avete la residenza in nazioni diverse, per cui l'uno o l'altra dovra' chiedere un visto per permettere a te di stare in Giappone o un permesso per il coniuge giapponese per stare in Italia. Ma qui il discorso si fa davvero molto piu' complesso, anche se per i casi di matrimonio la procedura per un visto in Giappone va sempre avanti senza particolari intoppi, solo che nuovamente servono documenti e moduli, tempo code e bolli. Ma se ne viene a capo, coraggio!
Quando si tratta di procedure complesse come questa che ho esposto, riguardanti paesi stranieri, di solito al comune in Italia non sanno dirti molto, quindi aspettati qualche volta che sia tu ad spiegare loro le cose.
Purtroppo la burocrazia in Italia mette a volte i bastoni tra le ruote, le informazioni languono e sono contraddittorie e potrebbero perfino cambiare a seconda del comune a cui ti rivolgi... Avrai anche richieste un po' strane da parte di uffici e personale, di documenti che non esistono o non sono attinenti alla tua situazione. Occhi aperti quindi, su tutto, sempre, e agisci con un certo anticipo.
Infine considera che devi verificare anche quello che ho scritto io.
Anche in buona fede, potrei essermi sbagliarmi o non essere aggiornato.
Oppure molto piu' probabilmente il tuo caso e' differente e la documentazione da produrre e' diversa, per cui ascolta la burocrazia italiana. Come ho detto all'inizio, ho esposto un solo esempio. Ma spero possa essere utile lo stesso.
In ogni caso, felici nozze!
Link utili per approfondire:
I servizi di stato civile presso il sito del Consolato Generale d'Italia a Osaka
I servizi di stato civile presso il sito dell'Ambasciata d'Italia a Tokyo
Nota aggiuntiva sui cognomi
Dato che ho ricevuto diversi messaggi di posta merito all'argomento matrimonio, aggiungo una nota sul cognome della moglie. Quando due si sposano in Giappone diventano coniugi e devono avere lo stesso cognome. La donna giapponese che sposa un uomo giapponese, in genere cambia il suo nome in quello del marito, perdendo il proprio. A seguito di cio' deve cambiare tutti i documenti come il passaporto e la tessera sanitaria, e cambiare anche il nome con cui ha il conto in banca, ecc. ecc.Talvolta e' il marito a cambiare il cognome con quello della moglie, capita ad esempio, quando la famiglia della moglie e' un casato importante o per altre piu' rare circostanze.
La donna giapponese che sposa uno straniero ha la possibilita' di non dover assumere il cognome del marito.
All'atto del matrimonio puo' scegliere di mantenere il proprio o di avere due cognomi, scelta quest'ultima un po' rara.
Questa scelta non ha alcuna conseguenza particolare, tranne in un caso, si riflette sul cognome dei figli: la donna che non cambia il proprio cognome con quello del marito, passa il proprio cognome ai figli.
Se la coppia invece e' costituita da un uomo giapponese e da una donna straniera: per le donne straniere e' facoltativo cambiare il proprio cognome con quello del marito. Le donne italiane (e ovviamente anche gli uomini) non possono cambiare il proprio cognome sul passaporto. Cambiando cognome si va quindi incontro a problemi causati dalla discrepanza tra come appare il proprio cognome sui documenti. I figli in ogni caso avranno il cognome del padre.
Infine una NOTA SULLA CITTADINANZA.
Sposando un/a giapponese, non si ottiene la cittadinanza giapponese. La cittadinanza si ottiene dopo 5 anni di residenza in Giappone e solo previa richiesta ed accettazione della stessa, procedura lunga ed articolata.
I requisiti sono:
1) 5 annni di residenza in Giappone
2) Avere oltre 20 anni
3) Aver avuto sempre buona condotta nel rispetto delle leggi
4) Dimostare di poter disporre di redditi propri (lavoro, beni)
5) Essere disponibili a perdere la cittadinanza precedente
6) Rispettare la costituzione giapponese
I coniugi di giapponesi pertanto risiedono in Giappone grazie al visto di coniuge o altri permessi, godono degli stessi diritti dei cittadini esclusion fatta per voto e passaporto e possono fare qualsiasi lavoro che siano in grado di trovare, senza limiti di sorta.
L'acquisizione della cittadinanza Giapponese comporta il diritto di voto e di avere il passaporto giapponese, e prevede che il nuovo cittadino rinunci alla propria precedente cittadinanza e cambi il suo cognome in kanji. L'iter e' parecchio complesso, occorre presentare tutta una serie di documenti anagrafici, familiari, di buona condotta in Giappone e nel paese d'origine. Bisogna dimostrare di saper parlare giapponese almeno come uno che abbia fatto le elementari. Bisogna mostrare di essersi adattati agli usi giapponesi. Bisogna superare un colloquio con un addetto.
Il visto di coniuge va rinnovato ogni 1 o 3 anni, tuttavia dopo tre anni di residenza come coniuge, e' possibile chiedere di avere un altro visto, chiamato Permanent Resident Visa (eijuuken 永住権), che non richiede rinnovo. A differenza del visto di coniuge, questo visto permette di restare in Giappone indipendentemente dal proprio stato civile, anche ad esempio in caso di divorzio (particolarmente utile se si e' divorziati e si hanno figli), e indipendentemente dal lavoro quale e se ci sia. Va infatti detto che se il matrimonio permette di avere il visto che da modo di risiedere in Giappone, viceversa a seguito di un divorzio, viene a mancare la motivazione per tale visto e dovrete ben presto lasciare il Giappone, a meno che non abbiate ottenuto nel frattempo un Permanent Resident Visa o la cittadinanza o un visto di altro genere, come ad esempio lavorativo.
Postato Mercoledi 20 Dicembre 2006 - 05:19
veramente utile!
Update
E’ soppresso l’obbligo delle pubblicazioni per i matrimoni da celebrare presso le autorita’ estere.
Ciao! Per il momento io ho pronti questi certificati: copia integrale dell'atto di nascita, certificato cumulativo (residenza, cittadinanza, stato civile) rilasciati qui in Italia.
Mi serve altro prima di partire per il Giappone?
Dovro' andare al consolato di Osaka a richedere altri documenti o puo' chiederli via mail mio "marito"?
Grazie
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