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I duri allenamenti dei lottatori di sumo a Tokyo

Per scoprire come si diventa lottatori di sumo, sono andato a vedere gli allenamenti. Ingrassare a quanto pare non basta. - Con Video!
Pubblicato il 5/02/2007.
In occasione di un mio recente viaggio a Tokyo, sono andato a vedere gli allenamenti dei lottatori di sumo presso la palestra di un club. In certe palestre è infatti possibile accedere ed assistere gratuitamente agli allenamenti purché non si disturbi. Bisogna evitare di parlare, mangiare o fare quant’altro distragga i lottatori. Si possono fare foto purché senza flash. Nel sito della palestra dove sono stato, si legge che tutti sono benvenuti, soprattutto le belle ragazze. Non occorre prenotare, basta andare nei giorni degli allenamenti, in genere segnalati sui siti dei diversi club. In genere si deve andare la mattina di buon ora, perché gli allenamenti cominciano presto. Io mi sono presentato alle 7:30 presso una sede del club sumo. Da fuori era una palazzina come tante, ma avvicinandosi alle finestre si sentiva un sordo rumore di respiri affannati e di colpi.
Dopo aver suonato il campanello, ho atteso un momento, finché un faccione tondo si è affacciato ad una finestra, e senza chiedermi chi ero né cosa volevo mi ha detto accogliente e semplice "Douzo!" Prego!
Ho aperto la porta e mi sono trovato in un breve atrio con il pavimento in legno, con alle pareti tanti ritratti di lottatori, e una grande insegna ricavata da un tronco tagliato grezzamente, con inciso il nome del club. L'atmosfera era quella severa di certi circoli sportivi, con i trofei e i salottini in legno scuro dove si parla di calendari di allenamento, di articoli sportivi e si chiacchera sui colleghi.
Mi sono tolto le scarpe e mi sono avvicinato ad una pila di cuscini per prenderne uno sul quale sedermi. Lì, intento a guardare gli allenamenti, c'era un altro occidentale seduto che mi ha fatto il gesto di accomodarmi, ma prima di sedermi ho voltato lo sguardo verso gli atleti e sono rimasto fermo un momento sorpreso, di fronte ad una scena rara.
Più in basso rispetto al pavimento, c'era una fossa con pavimento in sabbia dove una decina di uomini enormi, seminudi e sudati, ripetevano insistemente gesti di riscaldamento, sollevando di fianco una gamba e facendola ricadere a terra, per poi ripetere con l'altra. La luce era scarsa e le loro figure erano in controluce, e questo rendeva la scena ancora più particolare, per certi versi surreale. Mi sembrava di essere in uno di quei documentari in cui l'operatore, spostandosi silenziosamente tra le fronde, scopre una mandria di animali di grossa taglia alle prime luci del mattino. Ma questo non tanto per la natura animalesca dei lottatori, né per il loro voluminoso corpo, ma per la sensazione di meraviglia che certe scoperte regalano, quando ci si trova dal vivo di fronte a qualcosa lungamente visto in foto o in televisione. All'improvviso non uno, ma dieci lottatori, non erano più sagome televisive piatte, alte non più di 40 centimetri, ma persone alte, imponenti con tutta la loro stazza, rumorose, con la sabbia che sporcava loro le gambe, il sudore che rendeva lucidi i loro corpi e i faccioni simpatici affaticati, gli sguardi attenti a studiarmi a loro volta in quanto per loro anche io costituivo la novità della giornata, anche se loro, a differenza mia, mi hanno di certo dimenticato presto.
Senza parlare, i lottatori hanno continuato a ripetere il riscaldamento per altri 15 minuti, io sono stato preso da raptus fotografico e ho immortalato ripetutamente lo svolgersi degli allenamenti sperando di poter salvare ogni istante, e contemporaneamente filmavo anche con una videocamera.
Purtoppo non ho ottenuto foto eccelse da copertina di rivista, trovandomi in una stanza scarsamente illuminata e per giunta in controluce, senza contare che i soggetti erano sempre in movimento. Ma ho comunque una discreta selezione che merita di essere proposta in questa pagina.
Dopo la fase di riscaldamento, hanno cominciato gli allenamenti singoli o a coppia.
Alcuni lottatori si sono messi in parte a provare prese e posizioni oppure a colpire bersagli in legno.
In centro alla palestra invece è cominciato lo spettacolo: all'inizio, prove di cadute e proiezioni. I lottatori si lanciavano a terra con una capriola, cadendo a turno sul fianco destro o sinistro. Dopo questa fase, piuttosto lunga, che aveva evidentemente sfiancato alcuni del più giovani, per questi ultimi è iniziato un duro allenamento. Due dei lottatori, chiaramente più giovani e di massa corporea assai ridotta rispetto agli altri, sono stati ripetutamente chiamati a sfidare un paio di anziani, enormi, pesanti, inamovibili. Sono un paio di volte, delle dozzine in cui sono stati attaccati, li ho visti perdere l'equilibrio sotto l'impeto del giovani.
In tutte le altre occasioni, invece, i loro sfidanti hanno avuto decisamente la peggio, rovesciati a terra in pochi secondi.
Ma i problemi per i due aspiranti, erano appena iniziati: mentre gli anziani corpulenti dovevano sforzarsi poco per ribaltare i loro sfidanti, per i giovani attaccare quelle montagne era una versa sfida in cui dovevano mettercela tutta. E poi ripetere di nuovo l'attacco dopo pochi istanti, a ritmo serrato, senza pause per riprendere fiato. Il loro ansimare si era fatto via via più forte, sudavano copiosamente e barcollavano per la stanchezza. L'allenatore però non gli dava tregua: "Ancora! Posizione... attacco!" gridava "Anzati, ancora!".
Poco a poco ha finito per dire solo "Alzati!" dato che stremati, i due hanno cominciato a passare sempre più tempo a terra tra un attacco a l'altro. "Poveracci, che duro allenamento", ho pensato, "ma arrivare alla vetta richiede sacrifici". Ma non sapevo ancora quanto. E' stato quando uno degli anziani ha preso un bastone di bambù che ho potuto averne un idea. Questi, per incitare un giovane ansiamante ad alzarsi, aveva iniziato a colpirlo sulla schiena e le gambe con piccoli rapidi movimenti, fustigandolo con evidente dolore della vittima. L'anziano sorrideva divertito, e anche gli altri sorridevano. Al che, il giovane si alzava, di nuovo attaccava, cadeva e l'anziano gli si riavvicinava con il bastone. Non era gradevole vedere il giovane tormentato così, mi è parso di assistere ad un episodio di nonnismo da caserma, non tanto per le fustigate, quanto per il clima di complicità.
La cosa comunque non è andata avanti a lungo. Il giovane parve riprendersi, pur non potendo riposare a causa delle fustigate. Aveva recuperato fiato e si era messo di nuovo ad attaccare con una discreta frequenza e, bisogna dire in suo onore, anche con discreto successo contro il suo torturatore, che invece aveva perso brio e si faceva spesso sorprendere. Con poco entusiasmo, anzicché scaraventarlo a terra, si limitava a bloccarlo.
Evidentemente tutto quel frustare, lo aveva stancato, oppure era stufo di fare il sacco da allenamento mentre i suoi colleghi ai margini si allenavano pigramente al ritmo che piaceva a loro.
Ma tutte le belle cose finiscono, e così pure quell'intenso (per loro) allenamento mattutino. Si erano fatte le 10, ed era ora per i lottatori, di mangiare in abbondanza il loro pastone super nutriente e di andare a dormire, per ingrassare meglio.
Gli atleti di sumo conducono una vita che segue gli orari e i ritmi del club. Sebbene non sia uno sport di squadra, le loro attività quotidiane sono collegiali.
Alle mie spalle, come dei piccoli goblin che servono i loro padroni demoni, erano apparsi degli assistenti, secchi secchi, seguiti da un inequivocabile e appetitoso odore di cucina.
Questi si sono messi a pettinare per bene alcuni lottatori per sistemargli a dovere l'acconciatura. Mentre io già speravo di fare altre mille foto alle cure personali, al cibo e al pasto, e magari al momento del pisolino di questi giganti, ci hanno invitato a uscire dato che gli allenamenti erano conclusi. Reticente, scontento di porre fine a quella grassa esperienza, ho riposto il cuscino, e mi sono avviato alla porta, per tornare alla mia magra vita.
Per conoscere meglio il sumo: www.sumo.it
Come raggiungere la palestra
La palesta dove sono stato e' quella del Club Takasago o Takasago-beya alla giapponese (�高砂部屋)
Questa e' il loro sito
http://www2s.biglobe.ne.jp/~wakamatu/index.html
Questa e' la pagina che spiega quali sono le regole per andare a vedere gli allenamenti.
http://www2s.biglobe.ne.jp/~wakamatu/tisiki/keiko.html
Vi si legge che per prima cosa bisogna suonare il campanello e che si prega di non chiaccherare. Gli allenamenti si tengono dalle 7.00 alle 10.00. E' consentito scattare foto, si invita a farlo senza flash e senza andare in giro per la stanza.
Chi segue queste regole e' benvenuto, in particolare sono benvenute le ragazze. :)
Aggiungo che non serve prenotare e non si paga. Siccome i lottatori passano circa due settimane al mese presso le sedi di altre citta', raccomando di informarsi per telefono o via email, magari facendo telefonare dal proprio albergo (03-5608-3223), per sapere se si tengono gli allenamenti il giorno in cui si vuole andare a vederli. Se non fossero disponibili, non disperate, ci sono molti club che permettono di vedere gli allenamenti, in fondo riposto una lista.
Qui c'e' la (scarna) mappa della loro sede.
http://www2s.biglobe.ne.jp/~wakamatu/list/annnai.html
Qui c'e' una mappa dinamica con cui farsi un idea piu' chiara
La fermata della metro piu' vicina e' la Honjo-azumabashi (A-19) della linea Toei Asakusa e l'uscita e' la A1. Ci vogliono circa 10 minuti dalla stazione al club in direzione sud, attenzione pero' che le strade attorno al club sembrano un po' tutte uguali e conviene disporre di una buona mappa per trovare il posto facilmente.
Da questa stessa fermata in direzione nordovest si puo' raggiungere rapidamente, oltrepassando il ponte Azuma-bashi, il famoso Tempio di Asakusa, avendo anche l'opportunita' di vedere il bizzarro palazzo della Asahi Breweries che ricorda un boccale di birra.
Dato che gli allenamenti finiscono alle 10, il Tempio di Asakusa e' una meta ottima da mette in programma tra le cose da vedere nella giornata.
Altre sedi di club di sumo
| Araiso-beya | 186-0011 | Tokyo, Kunitachi-shi, Yaho 9562-2 | |
| Arashio-beya | 130-0007 | Tokyo, Chuo-ku, Nihonbashi, Hama-cho 2-47-2 | 03-3666-7646 |
| Asahiyama-beya | 136-0072 | Tokyo, Koto-ku, Oshima 2-13-24 | 03-3638-7330 |
| Azumazeki-beya | 130-0005 | Tokyo, Sumida-ku, Higashi-Komagata 4-6-4 | |
| Chiganoura-beya | 111-0023 | Tokyo, Taito-ku, Hashiba 1-16-5 | 03-3874-2663 |
| Dewanoumi-beya | 130-0026 | Tokyo, Sumida-ku, Ryogoku 2-3-15 | |
| Hakkaku-beya | 130-0014 | Tokyo, Sumida-ku, Kamezawa 1-16-1 | |
| Hanakago-beya | 130-0021 | Tokyo, Sumida-ku, Midori 3-21-10 | 03-5600-3805 |
| Hanaregoma-beya | 166-0004 | Tokyo, Suginami-ku, Asagaya-Minami 3-12-7 | |
| Irumagawa-beya | 338-0006 | Saitama-ken, Saitama-shi, Chuo-ku, Hachioji 3-32-12 | |
| Isegahama-beya | 135-0001 | Tokyo, Koto-ku, Mori 1-7-4 | 03-3634-5514 |
| Isenoumi-beya | 132-0003 | Tokyo, Edogawa-ku, Harue-cho 3-17-6 | |
| Izutsu-beya | 130-0026 | Tokyo, Sumida-ku, Ryogoku 2-2-7 | 03-3633-8920 |
| Kagamiyama-beya | 124-0024 | Tokyo, Katashika-ku, Shinkoiwa 3-28-21 | |
| Kasugano-beya | 130-0026 | Tokyo, Sumida-ku, Ryogoku 1-7-11 | |
| Kasugayama-beya | 210-0811 | Kanagawa-ken, Kawasaki-shi, Kawasaki-ku, Daishi-Gawara 2-5-3 | 044-266-5434 |
| Kataonami-beya | 130-0011 | Tokyo, Sumida-k?u, Ishiwara 1-33-9 | |
| Kiriyama-beya | 116-0012 | Tokyo, Arakawa-ku, Higashi-Ogu 2-47-7 | 03-3819-5615 |
| Kise-beya | 130-0023 | Tokyo, Sumida-ku, Tatekawa 2-12-4 | |
| Kitanoumi-beya | 135-0024 | Tokyo, Koto-ku, Kiyosumi 2-10-11 | |
| Kokonoe-beya | 130-0011 | Tokyo, Sumida-ku, Ishiwara 4-22-4 | |
| Magaki-beya | 130-0014 | Tokyo, Sumida-ku, Kamezawa 3-8-1 | |
| Matsugane-beya | 273-0037 | Chiba-ken, Funabashi-shi, Kosaku 4-13-1 | 047-338-1500 |
| Michinoku-beya | 130-0026 | Tokyo, Sumida-ku, Ryogoku 1-18-7 | |
| Mihogaseki-beya | 130-0025 | Tokyo, Sumida-ku, Chitose 3-2-12 | |
| Minato-beya | 333-0847 | Saitama-ken, Kawaguchi-shi, Shibanakada 2-20-10 | |
| Minezaki-beya | 179-0073 | Tokyo, Nerima-ku, Tagara 2-20-3 | |
| Miyagino-beya | 130-0021 | Tokyo, Sumida-ku, Midori 4-16-3 | |
| Musashigawa-beya | 116-0014 | Tokyo, Arakawa-ku, Higashi-Nippori 4-27-1 | 03-3805-6343 |
| Nakamura-beya | 132-0021 | Tokyo, Edogawa-ku, Chuo 4-1-10 | |
| Naruto-beya | 270-0023 | Chiba-ken, Matsudo-shi, Hachigasaki 8-14-7 | 047-346-1500 |
| Nishikido-beya | 130-0014 | Tokyo, Sumida-ku, Kamezawa 1-16-7 | |
| Nishonoseki-beya | 130-0026 | Tokyo, Sumida-ku, Ryogoku 4-17-1 | 03-3631-7502 |
| Odake-beya | 135-0024 | Tokyo, Koto-ku, Kiyosumi 2-8-3 | 03-3641-0027 |
| Oguruma-beya | 135-0024 | Tokyo, Koto-ku, Kiyosumi 2-15-5 | |
| Oitekaze-beya | 340-0022 | Saitama-ken, Soka-shi, Sesaki-cho 874-2 | |
| Onoe-beya | 146-0082 | Tokyo, Ota-ku, Ikegami 8-11-12 | |
| Onomatsu-beya | 275-0014 | Chiba-ken, Narashino-shi, Saginuma 5-15-14 | |
| Oshima-beya | 130-0026 | Tokyo, Sumida-ku, Ryogoku 3-5-3 | |
| Sadogatake-beya | 270-2215 | Chiba-ken, Matsudo-shi, Kushizaki-Minami-cho 39 | 047-389-9235 |
| Sakaigawa-beya | 121-0831 | Tokyo, Adachi-ku, Toneri 4-3-16 | 03-3854-5327 |
| Shibatayama-beya | 168-0072 | Tokyo, Suginami-ku, Takaido-Higashi 2-26-9 | |
| Shikihide-beya | 301-0032 | Ibaraki-ken, Ryugasaki-shi, Sanuki 4-17-17 | |
| Shikoroyama-beya | 130-0003 | Tokyo, Sumida-ku, Yokokawa 1-1-10-25 | |
| Tagonoura-beya | 136-0073 | Tokyo, Kita-ku, Kito-Suna 7-9-11 | |
| Takadagawa-beya | 132-0024 | Tokyo, Edogawa-ku, Ichinoe 2-1-15 | |
| Takanohana-beya | 164-0012 | Tokyo, Nakano-ku, Honcho 3-10-6 | |
| Takasago-beya | 130-0004 | Tokyo, Sumida-ku, Honjo 3-5-4 | 03-5608-3223 |
| Takashima-beya | 133-0041 | Tokyo, Edogawa-ku, Kami-Isshiki 3-21-2 | |
| Tamanoi-beya | 123-0841 | Tokyo, Adachi-ku, Nishi-Arai 4-1-1 | |
| Tatsunami-beya | 300-2358 | Ibaraki-ken, Tsukubamirai-shi, Yokodai 4-122-9 | |
| Tokitsukaze-beya | 130-0026 | Toky?o, Sumida-ku, Ryogoku 3-15-3 | |
| Tomozuna-beya | 130-0002 | Tokyo, Sumida-ku, Narihira 3-1-9 |
Siti web dei club di sumo
Postato Lunedi 05 Febbraio 2007 - 17:37
Ottimo lavoro, complimenti!
Pierfranco@sumo.it
Davvero un ottimo lavoro! Non avrei saputo essere più dettagliata!! Ti terrò presente per la mia visita ad una "palestra" di sumo la prossima primavera
Sara
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