Blog sulla lingua giapponese ed il Giappone e peggio ancora
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Colleghi giapponesi 3

Nuova ditta! E quindi nuovo girone di infernali colleghi.
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Dopo che ho scritto Colleghi di lavoro giapponesi e Colleghi giapponesi 2 ho finalmente cambiato ditta e il destino mi ha regalato colleghi nuovi di zecca da rappresentare sul palcoscenico della vita.
I nuovi colleghi sono uguali se non peggio dei precedenti. Farli conoscere anche a voi e' la mia meschina vendetta per doverli sopportare. Prima di passare ai nuovi pero' descrivo l'ultimo collega della vecchia ditta, il mio sostituto. E' la mia ultrameschina vendetta per la presenza di qualcuno che pensi di sostituirmi.
Epilogo della vecchia ditta
Trentenne volenteroso
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| Trentenne volenteroso |
Trentenne volenteroso e' il mio sostituto, che prendera' il mio posto quando io finalmente lascero' questo buco infernale per trasferirmi in un buco infernale pagato un po' meglio - almeno spero, o almeno con difetti differenti. Trentenne e' un bravo giovane, intelligente, fa il musicista e suona musica anni '60 con un suo gruppo. Molto esperto di cinema, anzi espertissimo, e' invece totalmente inesperto di lavoro. Certo, sa accendere il computer e sa agitare il mouse sullo schermo come se avesse atroci spasmi. Probabilmente sa anche cliccare. Non l'ho mai visto usare la tastiera. Per me che uso il computer ogni giorno e mi scopro a maneggiarlo con padronanza perfino durante alcuni miei incubi, averlo vicino e' come essere in un film demenziale in cui c'e' un chirurgo impegnato in una delicatissima operazione mentre accanto a lui un polipo, una salsiccia e un castoro litigano su chi deve ricucire il paziente. Il polipo propone di suturare usando delle ventose, la salsiccia vuole avvolgerlo in una membrana e il castoro intende ricoprire il paziente di terra e tronchi di betulla per 14 settimane. Trentenne e' tutte e tre le cose: e' come una salsiccia di polipo nella diga di un castoro. Sarebbe perfetto se dovesse limitarsi a penzolare dal soffitto e a fare il bravo innocuo insaccato. E invece sta a fianco a me e mette mano da per tutto fra le mie cose devastandole come un dinosauro che balla in un negozio di gusci d'uovo. Sceglie le vie piu' contorte e improbabili per fare cose altrimenti semplici e poi si lamenta che non funzionano. Quando gli spiego le cose sono convinto che non creda ad una parola di quello che dico. Mi guarda come se stessi dicendo che io sono la reincarnazione di 25 ali di zebra e spalanca gli occhi quasi dovesse cercare di arrivare a leggere un biglietto da visita su Marte. Non avevo mai visto prima tanto bianco degli occhi. Ora certo io comprendo bene che non tutti fanno le medesime esperienze e che tutti abbiamo qualita' diverse. Se io fossi al suo posto a suonare nella banda, con la mia sconfortante inettitudine musicale farei venire le convulsioni agli spettatori e almeno un paio si perforerebbero le orecchie se non trovassero la forza di strisciare fino al palco per uccidermi. Ma io per l'appunto NON suono, non mi imbarco in cose lontane anni luce dal mio intelletto, non torturo il prossimo con tanta pronunciata ignoranza. La nostra salsiccia di polipo invece salumeggia al mio fianco per fare quello che faccio io, incurante delle mie convulsioni e incauto perche' io per eliminarlo non mi devo nemmeno arrampicare su palcoscenico.
All'oscuro del pericolo, mi si avvicina spesso solo per cadere stupefatto dalla sedia non appena apro bocca. Ne approfitto per farmi raccogliere le braccia che mi sono cadute insieme al suo stupore. A onor del vero devo dire che lui fa una cosa che una salsiccia non fara' mai, se non stimolata, ovvero di recente studia molto.
Una volta che si e' raddrizzato sulla sedia, apre i libri e davanti al computer prova e sperimenta. Solo che il suo impegno, lodevole, e' pian piano diventato abnorme e ossessionante. Ha cominciato a fare molto tardi la sera e poi a venire al lavoro anche sabati e domeniche. Mangia solo riso ed e' molto deperito.
Di questo passo diventera' bravo ma rischiando la salute. Se deperisce troppo forse dovro' cambiare questa sua descrizione introducendo parole in memoria di un bravo giovane.
Speriamo di no perche' dei morti non si deve parlare male e questo mi impedirebbe di infierire ancora.
La simpatica nuova ditta
L'eroe
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| L'eroe |
L'eroe o meglio super eroe, di quelli con super poteri dai risvolti incredibili. L'eroe svolge compiti di coordinamento amministrativo, in buona sostanza fa da cuscino e da perno tra gli irritabili clienti e gli irritabili tecnici. Per fare questo difficile lavoro ha quindi bisogno di qualita' particolari, di cui e' fornito:
1) potere delle dita affusolate. Sembra una cosa da poco invece va considerata con attenzione. Le dita affusolate sono belle da guardare. E' un grosso vantaggio. Per esempio lui viene da te e giocando con la penna sul foglio ti dice che devi fare un mega lavoro di quelli che assomigliano a spostare le piramidi in Cina portandole a dorso di eunuco (per cominciare innazitutto ti servono migliaia di eunuchi giovani e forti) il tutto possibilmente per domani. Ma tu non lo senti, sei li' ipnotizzato a guardare le sue dita, vagheggiando il risibile numero di virtuosi pianisti che possono vantare simili arti o pensanto se quando indossa i guanti, le sue dita si sentono sole come un insetto stecco sotto un tendone da circo.
Poi quando si allontana, l'effetto non ti strega piu'. Allora guardi il foglio che ti ha lasciato, leggi le condizioni e i tempi di consegna e dopo un forte terrore paralizzante, finalmente svieni. E' allora che il lavoro delle piramidi passa al tuo collega, che si trova improvvisamente in disperata necessita' di mano d'opera. Cosi' ti svegli in Egitto, ti senti leggiadramente eunuco e mentre provi a gorgheggiare le tue prime arie in falsetto con la tua nuova voce bianca, ti indicano un macigno da trasportare.
2) Potere di raggiungere il treno. Siccome abita nella mia stessa amena cittadina e deve anche lui prendere il mio stesso treno la sera, e' ovvio che capiti di incontrarlo sulla mia carrozza. Pero' quando io esco dal lavoro e mi incammino verso la stazione, devo percorrere almeno 14 minuti a piedi, se corro sono circa da 9 a 11. Ora io, maschio adulto, sono orgoglioso della mia muscolatura lungamente addestrata a correre a casa il prima possibile e sono solito travolgere tutto e tutti per la mia Sacra Cena. E' difficile starmi dietro, figuriamoci quindi precedermi e superarmi quando penso al cibo, praticamente piu' che camminare scivolo sulla mia bava, ci faccio il surf. Eppure per quando io esca prima di lui, poi me lo trovo in stazione. La cosa forse si spiegherebbe se lui avesse un gemello, magari insieme sono d'accordo per farmi scherzi. Ma un giorno per prova l'ho volutamente macchiato con un caffe' fingendo una piccola distrazione. Quella sera lui era in treno, con quella inequivocabile macchia di caffe', eppure era uscito dopo di me. Se ha un gemello, dev'essere un caffeinomane che gira con i vestiti sporchi. E' da escludere che conosca una scorciatoria, perche' la uso gia' io. Ho contato i passi, misurato i percorsi sulle mappe, sono certo di fare la strada piu' breve.
Quindi non resta che riconoscere le sue capacita' sovraumane.
Non e' da escludere che il suo potere sia ancora da ricondurre alle sue dita. Forse in realta' sono molto piu' di quello che appaiono, magari quelle che sembrano dita, sono invece arti alieni con cui riesce perfino a correre, usandole come zampette. Se cosi' fosse, si spiegherebbe tutto, in fondo e' la spiegazione piu' logica. Ovvio che arriva prima di me. Come possono le mie gambe competere con i suoi 10 peduncoli ipnotici?
Il debosciato
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| Il debosciato |
Ho particolarmente in antipatia il debosciato. Non che sia malvagio, anzi e' una persona cortese e disponibile. Ma questo non fa diminuire il mio ribrezzo. Ma ci sono persone che ci irritano a pelle, qualsiasi cosa facciano, pure se si sotterrano in un buco a piangere e morire. Il debosciato e' una di queste e non ha il buon gusto di sotterrarsi. Sara' per il volto stupidamente rubicondo, per la voce pacata ma un po' troppo acuta, sara' per la ripugnante barbetta di pochi fili radi che sembrano alberelli malati nel deserto, ma questo tipo mi ispira disgusto. Ho la sventura di averlo come coordinatore tecnico (una volta avevo tanti presidenti sopra di me, ora sono tanti coordinatori). Siccome i coordinatori amministrativi quando si tratta di aspetti tecnici sono incompetenti come delle povere verze in attesa di essere tagliate e vendute a poco prezzo come cibo per bestiame, il debosciato ha il campo libero. La sua parola pesa e non manca di farlo notare. E poi si vanta spesso "Ehi, io sono quello che ha l'esperienza piu' lunga in questo settore qui dentro". Il che pero' non fa di lui un dio, visto che lui stesso compie gli errori che indica agli altri. Inoltre ciascuno ha la propria lunga esperienza che puo' ugualmente sfoggiare. Per esempio io ho una lunga esperienza in colleghi osceni e lui mi aiuta ogni giorno a diventare sempre piu' esperto.
Se esiste forse un equiibrio al mondo che compensa malasorte e buona sorte, esso si manifesta nel fatto che il debosciato in questa nuova ditta ha lo stesso ruolo della Vittima della ditta precedente. Quando la Monarca assoluta del nostro regno, padrona di tutto e di tutti, apre bocca per rimproverare qualcuno, e' il debosciato a subire pesantemente.
In fondo e' nella posizione peggiore: ha la responsabilita' di coordinare i tecnici ma queste belve selvagge sono anche ai diretti comandi dei coordinatori amministrativi, per cui viene scavalcato spesso. I coordintori amministrativi comandano e ordinano, ma sono candidamente incompetenti in aspetti tecnici e non si prendono responsabilita' dei loro ordini. Inoltre essi sono il braccio destro della Monarca, e godono di un frequente e produttivo contatto con il potere, utile a saltare i nodi e a sbrogliare gli ostacoli ed ad accattivarsi la simpatia di chi comanda.
Il debosciato non ha tutto questo potere, e cosi' rimane schiacciato tra la massa di tecnici che ululano come una mandria di lupi sotto casa e le direttive amministrative che scalpitano di essere evase come teneri incoscienti agnelli che vogliono a tutti i costi uscire di casa a giocare con i gioiosi lupi.
Se gli sfugge una sola delle importanti agnellate, arriva la Monarca che gli fa un'olimpiadi di urla e rimproveri fino a farlo dimagrire. Purtroppo chi dimagrisce velocemente rimane con tanta pelle addosso e siccome lui mi irrita a pelle, mi rimane irritante. Ma almeno la sfuriata subita lo deprime un po' e questo viceversa mi rallegra la giornata. Potrei sembrare malvagio, ma non lo dico con cattiveria: se avete mai visto il bulletto della scuola piangere e disperarsi, sapete cosa provo.
La Monarca
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| La Monarca |
E' la nostra presidente universale assoluta e padrona della nostra vita. I suoi compiti sono convincere i clienti a pagare sempre di piu' e convincere gli impiegati a lavorare sempre di piu'.
Assolte queste sciocchezze, si dedica alla monarchia.
L'esercizio del potere monarchico avviene in tre modi.
1) indire riunioni fiume: vorresti scappare ma non puoi. L'ultima mostruosa riunione e' durata 6 ore. Per quasi tutto il tempo ho fissato la Monarca facendo finta di ascoltare. Alla quarta ora ho indossato un solleva-palpebre. Alla quinta stavo immobile, sbavando dal dolore. Alla fine avevo le allucinazioni: mi hanno chiesto un parere su di uno dei milioni di argomenti trattati e io credo di aver biascicato qualcosa riguardo ai timidi struzzi a vapore nel taschino. "Come corrono quando c'e' Pollicino" ho detto. Poi il buio.
2) complicare le cose intricate con nuove regole: se c'e' una strada che aggira un monte e una che ci passa sopra, non le va bene usare ne' l'una ne' l'altra. La Monarca ti dice di iniziare a scavare un tunnel. Per scavare ti arriva una ruspa da montare. Per assemblarla ti danno le istruzioni in swahili. Per imparare questa interessante lingua ti arriva un insegnante africano di 6 anni. Devi aspettare che cresca, si laurei e consegua l'abilitazione all'insegnamento per farti istruire.
3) giocare a golf con una mazza invisibile: vorresti giocare anche tu ma non puoi, comprendi quindi vividamente che sei suddito. Lei si piazza al centro dell'ufficio, si posiziona con cura, fissando una palla e un panorama che vede solo lei. Non contenta, si aggiusta un po', ondeggia le braccia e infine colpisce con forza e precisione! Tutti ammirano il tiro e fanno complimenti. Che tecnica! Che potenza! La pallina e' volata alta nel cielo, ha superato due fiumi, un grattacielo e schivato Godzilla che pranzava con la Vittima e si avvia alla bandierina. Mentre sei appena entrato nel magico mondo di golflandia, dove tutto e' natura e spazi sconfinati, lei ti vede con il naso per aria che segui la traiettoria di una pallina invisibile, si ricorda che solo lei ha il diritto alla fantasia mentre tu devi lavorare e allora ti da un un colpo di mazza in testa. Col tuo dolorante bernoccolo invisibile riprendi a sgobbare mentre la Monarca smette finalmente di sculettare in mezzo alla stanza e si siede alla scrivania per organizzare una riunione bella lunga.
L'inadatto
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| L'inadatto |
Il motto dell'inadatto potrebbe essere "Siccome non so fare il tuo lavoro, lo dirigo". Un giorno mi ha dato due giorni per un lavoro di due ore. Un altro mi ha dato tre giorni per il lavoro di due settimane. Un giorno ha indetto una riunione per stabilire che il giovedì occorre fare la riunione del venerdì, cose importanti, insomma, mica buffonate come lavorare. Il suo distacco dalla realtà produttiva mi spaventa e mi affascina, ma il caos generato dall’inadatto è a livelli mitologici, roba da scontro tra titani e Zeus a colpi di sberle e rutti. A volte si trattiene (cioè tace) e le cose sembrano andare meglio, ma non appena interviene sembra di assistere ad un concerto di una orchestra diretta da un millepiedi con una bacchetta su ogni zampina. Un giorno in un momento di confidenza mi ha detto “Per me questo lavoro è importante, è il mio primo lavoro (ha 32 anni), mi sono sposato da poco e ci tengo a fare carriera”. Mentre diceva questo me lo immaginavo con orrore mentre faceva carriera, ricoprendo via via posti con sempre maggiori responsabilità, portando il caos in ciascuno di essi a livelli sempre superiori. Mi immagino con vividezza la sua carriera e il suo futuro: a 30 anni, resosi conto di essere incapace di lavorare come invece fanno migliaia di persone, riesce a fare un balzo in avanti quando scopre che può dirigerle. Trova un posto di lavoro, sfortunatamente con me, e comincia a fare danni. Ben presto scopre che è talmente inadatto che fallisce pure nel ruolo di inadatto, per cui deve passare a ruoli dirigenziali sempre più elevati. E' qui che comincia a dirigere schiere di altri inadatti che fanno i dirigenti, formando un esercito di esseri inetti che invade il pianeta. Questo è il futuro che ci aspetta! O almeno ci aspetterebbe se non fosse che il mio collega possiede una collezione di magliette buffe. Le sue magliette buffe comprendono parodie di quadri famosi, trovate spiritose e giochi di parole. Sono molto vistose e colorate. Ora, sebbene le sue magliette siano perfettamente inadatte al posto di lavoro - si confanno quindi alla sua natura, esse lanciano un continuo messaggio al prossimo, che è: “non capisco cosa indossare al lavoro, ho un gusto cacofonico per i colori, ma sono un tipo brillante e spiritoso perché scelgo cose divertenti concepite da altri”. Dalla mia lunga esperienza le persone spiritose, o ritenute tali, non fanno carriera. Vedi ad esempio me che sto qui a farvi ridere con le mie descrizioni di colleghi mentre persone poco divertenti usano il proprio tempo per lavorare seriamente e mi superano nel duro gioco della vita. Così anche l’inadatto: mentre colleziona e sceglie le sue buffe magliette, si farà scavalcare sul lavoro da qualche inadatto più serio che affronta con seria incapacità il lavoro. La competizione è serrata, vinca il peggiore.
Il Tiratardi
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| Il Tiratardi |
"Sono giovane, posso impegnarmi" ha detto una volta il tiratardi. Potrebbe essere il suo motto. Ma e' un eufemismo. Perche' per il Tiratardi impegnarsi significa lavorare dalle 9 del mattino alle 14 del giorno successivo. Con 29 ore di lavoro sul groppone non restera' giovane molto a lungo. Gia' oggi sembra con un piede nella fossa: non parla, se lo fa biascica, lascia chiazze d'unto caffe' e muffa su quello che tocca, trascina i piedi, ha un inquietante lo sguardo vacuo, occhiaie da cadavere avvilito che sorreggono occhi incavati nel triste teschio. Sembra di avere uno zombi a fianco, ma e' piu' eccitante perche' sai che non usa trucchi ed e' perfino vivo. Ho visto schiavi adetti alle miniere di zolfo che erano piu' grassi e riposati, ho visto ricci schiacciati da automobili che erano piu' dinamici, ho visto fossili con piu' voglia di divertirsi.
Una sera ha finito "presto", cioe' alle 2 di notte, e trovandosi senza treni per tornare a casa, ha camminato per due ore e mezza in attesa che aprisse la stazione. Avrei voluto vederlo mentre vagava di notte senza meta, con il suo volto devastato, se lo avessi potuto filmare, ne avrei fatto un film intitolato "La notte di putrefazione ambulante" oppure "29 ore dopo" e ora sarei piu' famoso di George Romero.
Postato Venerdi 27 Marzo 2009 - 15:45
Grande! Mi sono divertito un sacco leggendo questo post!
Ma c'è qualcuno di parzialmente normale nel mondo del lavoro giapponese?
Bubble
Era da tempo che aspettavo un nuovo post, questo blog è uno dei pochi che allo stesso tempo riesce a divertirti e ad insegnarti, i miei complimenti.
Viktor.
Azzo, sono mesi che aspetto un nuovo capitolo della serie "Colleghi giapponesi"! Non è che cambieresti di nuovo lavoro, please?! =D
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